Tra le orecchie e il cervello c’è un legame molto più stretto di quanto pensiamo e mantenere questo legame solido e ben funzionante è fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere fisico e mentale. Sentire bene è indispensabile per mantenere giovane il cervello. Infatti, coloro che hanno un difetto di udito e lo trascurano, hanno molte più probabilità di soffrire di demenza, con gravi conseguenze sia per la propria qualità della vita, sia per le tasche del sistema sanitario nazionale.

Un deficit moderato dell’udito può infatti triplicare il rischio di sviluppare una forma di demenza, e gli anziani con una forma significativa di ipoacusia hanno il 24% di probabilità in più di compromettere le proprie abilità cognitive. Secondo gli esperti, il legame tra udito e problemi cognitivi potrebbe permettere di prevedere, con anticipo, la formazione delle lesioni cognitive, in modo da intervenire tempestivamente su demenza e Alzheimer.

LE PERSONE CON PROBLEMI DI UDITO SONO IN AUMENTO

Si stima che in Europa oggi vivano oltre 90 milioni di ipoacusici. Sono persone che non hanno perso l’udito, ma iniziano ad avere difficoltà ad afferrare i suoni e smarriscono così piano piano il contatto con gli altri. Il loro numero è in continua crescita, visto l’alto indice di longevità, ma non tutti fanno ricorso alle protesi acustiche. Pregiudizi, pigrizia e motivazioni sociali ed economiche, fanno sì che ci sia ancora scarsa sensibilità verso le ipoacusie. Eppure il problema esiste, perché numerose ricerche dimostrano che rispetto ai normoudenti, gli individui affetti da ipoacusia lieve, media e grave, hanno rispettivamente 2, 3 e 5 volte un rischio più alto di sviluppare deficit cognitivi.